GUGLIELMO DI SAINT-THIERRY, Lo specchio della fede
Volli, fortissimamente volli
“E’chiaro che se non vuoi credere non credi; tu credi, invece, se lo vuoi: però non lo vuoi, se non sei stato prevenuto dalla grazia, perché nessuno viene al Figlio, a meno che il Padre non lo abbia attratto (cf. Gv 6,44). In che modo? Creando in lui e ispirandogli la volontà libera, in virtù della quale egli vuole liberamente ciò che vuole, affinché - voglio dire - il fatto di volere giustamente dipenda dalla sua volontà. E’ per l’ispirazione di Dio, infatti, che si realizza in noi l’assenso volontario della mente a quelle verità che riguardano Dio stesso, e con il cuore si crede per ottenere la giustizia, mentre con la bocca si professa la fede per avere la salvezza (Rm 10,10); ed è proprio in questo che consiste la fede.
E’ in tal senso, dunque, che è stato detto: Se lo vuoi, tu credi; però tu non puoi volerlo, se non sei attirato dal Padre; e, se hai questa volontà, ciò accade appunto perché vieni attratto dal Padre. Pertanto, dice l’apostolo, esaminate voi stessi se siete nella fede: mettetevi alla prova. Non riconoscete forse anche voi che Gesù Cristo dimora in voi? Sempre che la prova non si sia risolta contro di voi (2 Cor 13,5). Ma come può Cristo Gesù albergare in noi? Con la buona volontà, evidentemente, dal momento che la pace [appartiene] agli uomini di buona volontà (Lc 2,14), cioè a quelli che vogliono che Cristo abiti per effetto della nostra fede nei nostri cuori (cf. Ef. 3,17). Questa volontà, infatti, e già in qualche misura l’amore di Cristo, senza il quale la fede nel Cristo non può assolutamente esserci, poiché la pia fede non è possibile senza la speranza e la carità. Perciò l’assenza totale di buona volontà è indizio di una totale riprovazione e di una infedeltà ostinata, così come la tranquilla coscienza della buona volontà è sicura prova, da parte del Signore, che noi siamo Figli di Dio (cf. Rm 8,16) e della grazia di adozione. Allora, perché non credi, o infedele? Perché non ami, è chiaro. Tu non credi perché non ami, e non ami perché non credi. Una cosa non può avvenire senza l’altra, poiché l’una dipende dall’altra. Comincia ad amare, cioè fa in modo di volere, e comincerai a credere; e crederai in proporzione a quanto vorrai, vale a dire a quanto amerai. La volontà, infatti, è l’inizio dell’amore. L’amore non è altro che una volontà fervida, e l’amore di ciò che si crede trasmette la capacità di credere”.
(GUGLIEMO DI SAINT-THIERRY, Lo specchio della fede, 12, a cura di Mario Spinelli, 1993 Roma p. 71 - 72 ).
Testo latino:
“Equidem si non vis credere, non credis; credis autem, si vis: sed non vis, nisi a gratia praeveniaris: quia nemo venit ad Filium, nisi Pater traxerit eum (Joan.vi).Quomodo?Utique creando in eo, et inspirando ei liberam voluntatem, qua libere vult id quod vult,hoc est,ut voluntatis ejus sit,quod bene vult. Deo enim inspirante fit in nobis voluntarius mentis assensus in his quae de ipso sunt, et corde creditur ad justitiam, ore autem confessio fit ad salutem (Rom. x); et ipsa est fides. Sic ergo dictum est: Si vis credis, sed non vis, nisi a Patre traheris: et si vis, ideo utique vis, quia a Patre traheri. Ideo “vosmetipsos,” ait Apostolus, “tentate; si estis in fide, ipsi vos probate. An non cognoscitis vosmet ipsos, quia Christus in vobis est? Nisi forte reprobi estis (ii Cor. xiii).”Qomodo autem est Christus Jesus in nobis? Utique per bonam voluntatem, quia pax hominibus bonae voluntatis: volendo scilicet, ut habitet Christus per fidem in cordibus nostris. Voluntas enim haec aliquantus enim jam amor Christi est, sine quo fides in Christum omnino esse non potest. Pia namque fides sine spe et charitate esse non potest. Omnimoda ergo bonae voluntatis absentia signum est omnimodae reprobationis, et obduratae infidelitatis, sicut bona ejus conscientia testimonium est Domini fidele, quod sumus filii Dei et gratiae adoptantis. Cur enim non credis, o infidelis? Utique quia non diligis. Non credis,quia non diligis; non diligis, quia non credis. Neque enim alterum esse potest sine altero; quia alterum pendet ex altero. Incipe diligere, hoc est, age ut velis; et incipies credere; et tantum credes quantum voles, hoc est, quantum diliges. Voluntas enim initium amoris est. Amor siquidem vehemens voluntas est. Et amor crediti, suggerit facultatem credenti".
(GUGLIEMO DI SAINT-THIERRY, PL 180, Speculum fidei p.370-371)