GUGLIELMO DI SAINT-THIERRY, L’Epistola aurea
La cella interiore
<<Osa altresì, talora, gustare e cercare di raggiungere i doni migliori (cf. 1 Cor 12, 31), e tu stesso sii per te una parabola di edificazione. Altra è la tua cella esteriore, altra quella interiore. Qual è l’esteriore? La dimora in cui abita l’anima tua, con il tuo corpo. E quella interiore? La tua coscienza, che deve essere abitata – con il tuo spirito – da [quel] Dio che è più interiore di tutta la tua interiorità. La porta della clausura esteriore simboleggia l’ingresso nello spazio interiore: per cui, come ai sensi del corpo è impedito dalla clausura esteriore di vagare all’esterno, così i sensi interiori sono veicolati verso quella dimensione più intima che è la loro propria>>.
(GLUGLIELMO DI SAINT-THIERRY, L’Epistola aurea, a cura di M. Spinelli, Fonti cristiane per il terzo millennio 9, Roma 1993, p. 233-234).