AELREDO DI RIEVAULX, Gesù dodicenne
Trovare Dio nella preghiera
<<Ma tutte queste cose te le affido, non tanto perché le mediti con attenzione nella tua preghiera. Considera con diligenza quanta difficoltà tu provi sulle prime a entrare nella cameretta del tuo cuore per ritrovarvi una caverna dove poterti in qualche modo seppellire fuori da tutto ciò che è mondano, così da pregare il Padre tuo nel segreto. A volte sembra che il cuore si sia indurito come una pietra. Sembra che ci sia come un monte che, mettendosi di mezzo, impedisce completamente allo sguardo interiore di vedere ciò che è spirituale, fino a che un vento grande e forte, passando, non rovescia i monti e non frantuma le pietre davanti al Signore. A questo vento segue il terremoto, ed è quando la mente si scioglie nella compunzione, e nello scorrere delle lacrime deterge tutto ciò che avverte in sé come sporco, scuotendo contro se stessa con una contrizione interiore. Da qui nasce la speranza, si accende il fuoco di un desiderio inesprimibile, e l’anima inizia una specie di lotta spirituale con Dio, fino a che il sussurro di un’aura leggera, penetrando nelle profondità del cuore, avvinghia il suo sentimento con un tocco lieve; e allora, imponendo il silenzio a tutti i pensieri, egli solleva l’anima contemplante fino alle porte della Gerusalemme celeste.>>.
(AELREDO DI RIEVAULX, Gesù dodicenne, a cura di Domenico Pezzini, Letture cristiane del secondo millennio 29, Milano 2001, p. 110-111)