BERNARDO DI CHIARAVALLE, Sermoni per le feste della Madonna

 

 

Sedere ai piedi del Signore

 

    «Abbia cura Maria di come si dedica alla contemplazione e veda quanto è buono il Signore. Badi, ripeto, con quale devozione, con quale serenità debba sedere ai piedi di Gesù e, lo sguardo fisso in lui, raccogliere le parole dalla bocca di lui il cui volto è soave e la cui parola è dolce. Infatti sulle sue labbra è diffusa la grazia ed è il più bello fra i figli dell’uomo, superiore, nella gloria, anche agli angeli.

    Godi e ringrazia il Signore, o Maria, che ti sei scelta la parte migliore. Beati, infatti, gli occhi che vedono quello che tu vedi e gli orecchi che meritano di ascoltare quello che tu ascolti. Beata veramente tu che sai cogliere le vibrazioni del sussurro divino nel silenzio, nel quale è buona cosa per l’uomo rimanere in attesa del Signore. Sii semplice, non soltanto senza inganno e senza frode, ma anche senza lasciarti prendere dalla molteplicità delle occupazioni, affinché tu possa conversare con colui la cui voce è dolce e il cui volto è leggiadro».

    (BERNARDO DI CHIARAVALLE, Nell’Assunzione della Beata Maria, 3.7, in ID., Sermoni per le feste della Madonna, a cura di G. Picasso – L. Scanu, LCM 8, Milano 1990, p. 223).

 


 

    «Videat Maria quemadmodum vacet, et videat QUONIAM SUAVIS EST DOMINUS. Videat, inquam, quam devota mente, quam tranquillo sedeat animo secus pedes Iesu, providens eum semper in conspectu suo et verba ex ore eius excipiens, cuius et aspectus delectabilis, et eloquium dulce. Diffusa est enim gratia in labiis eius, et est speciosus forma prae filiis hominum, immo etiam super omnem gloriam angelorum. Gaude et gratias age, Maria, quae partem optimam elegisti. Beati enim oculi qui vident quae tu vides et aures quae merentur audire quae tu audis. Beata plane, quae venas divini susurrii percipis in silentio, in quo utique bonum est homini Dominum exspectare. Simplex esto, non tantum sine dolo et simulatione, sed et absque multiplicitate occupationum, ut tecum sit sermocinatio eius, cuius et vox dulcis, et facies decora.»

    (BERNARDUS CLARAEVALLENSIS, In Assumptione Beatae Mariae, Sermo 3, in SBO, V, p. 243).

 


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