Aelredo di Rievaulx, L’Amicizia Spirituale.

 

L’amicizia nella Creazione

 

            «Anche riguardo agli angeli la divina sapienza ha agito in modo che non ne fosse creato uno solo, ma moltitudini. Tra loro la piacevole compagina e l’amore soavissimo creò una medesima volontà, un medesimo affetto, al punto che nessuno potè sentirsi superiore o inferiore all’altro, e la carità dell’amicizia tolse spazio all’invidia. Così la moltitudine eliminò la solitudine e la comunione della carità aumentò in tutti la gioia.

            Infine, quando creò l’uomo, per raccomandare con ancora più forza il bene della compagina: Non è bene, disse, che l’uomo sia solo; facciamogli un aiuto simile a lui. E la divina potenza non formò tale aiuto con materiale simile o uguale, ma per esprimere in modo più chiaro la sua intenzione di incentivare la carità e l´amicizia, creò la donna dalla stessa sostanza dell’uomo. È bello che il secondo essere umano venga tolto dal fianco del primo; così la natura vuole insegnarci che gli esseri umani sono tutti uguali, quasi collaterali, e che nelle cose umane non c’è né superiore né inferiore, il che costituisce l’essenza stessa dell’amicizia. ».

 

(Aelredo di Rievaulx, L’Amicizia Spirituale, a cura di D. Pezzini, Paoline, Milano 1998, p. 125-126).

 

 


 

Aelred de Rievaulx, De spiritali amicitia.

 

            « Sic  etiam in angelis divina sapientia providit, ut non unus videlicet crearetur, sed plures ; inter quos grata societas, et amor suavissimus eamdem voluntatem. Eumdem crearet affectum ; ne cum alter superior, inferior alter videretur, locus pateret invidiae, si non obstitisset caritas amicitiae; et ita solitudinem excluderet multitudo, iocunditatem augeret in pluribus charitatis communio. Postremo cum hominem condidisset, ut bonum societatis altius commendaret : Non est bonum, inquit, esse hominem solum ; faciamus ei adiutorium simile sibi. Nec certe de simili, vel saltem de eadem materia hoc adiutorium divina virtus formavit ; sed ad expressius caritatis et amicitiae incentivum, de ipsius substantia masculi feminam procreavit. Pulchre autem de latere primi hominis secundus assumitur ; ut natura doceret omnes aequales, et quasi collaterales ; nec esset in rebus humanis superior vel inferior, quod est amicitiae proprium ».

 

(Aelred de Rievaulx, De Spiritali Amicitia, a cura di J. Dubois, Bibliothèque de Spiritualité Médiévale, Paris 1948, p. 36).

 


 

Traduzione dall’italiano in slovacco:

 

            «Aj vzhladom na anjelov Bozia mudrost konala takym sposobom, aby nebol stvoreny len jeden anjel, ale zbory anjelske. Lubezna sudrznost a nezna laska stvorila medzi nimi rovnaku volu, rovnaky afekt, az do takej miery, ze nikto sa nemohol citit vyssi alebo nizsi od druheho, a tak priatelska laska nenechala miesto zavisti. A tak zbory eliminovali samotu a vdaka spolocnej laske, vo vsetkych sa zvacsila radost.

            Na koniec ked Bozia mudrost stvorila cloveka, aby este viac zdoraznila dobro sudrznosti: Nie je dobre, povedala, aby clovek bol sam, urobime mu pomoc, podobnu jemu. A Bozia moc neutvorila tuto pomoc z podobneho alebo rovnakeho materialu, ale aby vyjadrila este jasnejsim sposobom svoj umysel: zvyraznit lasku a priatelstvo, stvorila zenu z tej istej muzskej podstaty. Je pekne, ze druhe ludske bytie je vzate z boku prveho: tak nas samotna priroda uci, ze ludske bytosti su vsetky rovnake a ze v ludskych vztahoch niet vyssieho ci nizsieho, a v tomto spociva samotna podstata priatelstva ».

 

Il testo è stato tradotto da Sr. Benedetta


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